donne/Personal Branding

La prima “WE-intervista” a….

Parte con questa prima intervista la nuova rubrica di Jobseeds dedicata a raccontare le storie professionali di donne creative, smart, ironiche, in gamba! Quelle donne che svolgono mestieri consueti in modo inconsueto, che hanno creato formule nuove per fare business. Ecco: a noi, questo tipo di storie piace raccontare!…e un po’ meno quelle già preconfezionate. Perché di fatto, di preconfezionato non c’è nulla nella vita, e le migliori occasioni sono quelle che abbiamo il coraggio di creare!

WE-Women Empowerment
è dunque la rubrica dedicata a raccontare queste donne, le loro storie, sperando siano di ispirazione per tutte noi. Partiamo?

Ecco chi incontriamo oggi: 

Paola Faravelli

Paola Favarelli

Foto di Paola Faravelli (uno dei suoi autoscatti!)

Come l’ho conosciuta? (e’ importante…ci tengo!)

E’ una storia nella storia, come spesso accade.Tutto nasce da un post su Facebook che la mia amica Annamaria Anelli, talentuosa Storyteller & Business Writer, posta sulla sua bacheca. Si tratta di una casa in vendita nella costa Ligure proposta da una, allora per me sconosciuta, PrimaVera Agenzia Immobiliare. Il mare mi piace, la Liguria tantissimo di piu’…ma non sto cercando casa in Liguria. Eppure…sarà l’immagine bellissima che mi attrae, sarà quel racconto semplice e diretto al mio cuore che accompagna e descrive quell’appartamento in vendita, fatto sta che mi sorprendo, mi emoziono…e non riesco a trattenere l’entusiasmo che ormai mi accompagna quando penso a Paola e a quello che fa!

Quel post è tutto ciò che avrei voluto leggere negli annunci immobiliari negli anni in cui qualche casa l’ho cercata….finendo solo per intristirmi! Invece, invece…..esisteva un modo diverso di proporre le case, non ero io quella “strana” a volere chissaché…..ora ne ho le prove! Comincio dunque a seguire, per puro piacere, il blog di Paola Faravelli e di PrimaVera Agenzia Immobiliare, ci scambiamo un pò di impressioni, e vengo a sapere che insieme ad Annamaria stanno partorendo un’idea meravigliosa che vi racconteranno in questa intervista. Partiamo dunque con la “WEintervista…..e conosciamo meglio Paola.

Paola, come ti definiresti?
L’altro giorno parlavo con dei nostri clienti, genitori di una bimba dislessica. Il papà riferendosi alla figlia ha raccontato una cosa molto bella: mi piace leggere quel che scrive Giulia, perché le sue conclusioni, per semplici che siano, passano attraverso pensieri molto alternativi.

Ecco, io ho sempre avuto una leggera difficoltà ad interpretare i segnali del mondo, e benché quasi sempre sia riuscita ad arrivare al traguardo che mi ero prefissata, ho imparato ad accettare che di norma sceglierò percorsi alternativi per raggiungerlo, allungando forse il tragitto di parecchi chilometri, ma quanti incontri interessanti lungo le mie strade panoramiche.

Ci parli della tua attività, del tuo blog e da cosa è nata l’idea?
In un giorno d’ottobre del 2010 ho pensato che agenzia immobiliare, turismo e territorio, avessero dei punti in comune. Oggi trovo che sia un’osservazione banale, ma quattro anni fa fu una vera illuminazione e l’inizio di tutto.
Perché, essendo una a cui piace scrivere e fotografare, decisi di aprire un blog che raccontasse gli angoli meno noti della mia regione (la Liguria), inoltre, in una sorta di crociata per sdoganare il luogo comune di regione bella solo d’estate, iniziai a postare su twitter, ogni giorno, una foto della mia passeggiata mattutina sulla spiaggia con Brasco (il mio cagnino).

Si trattava evidentemente di un altro strano percorso panoramico verso una meta neanche troppo chiara, ma mi permise di incontrare Roberta Milano (cuore, intelligenza e generosità allo stato puro) che in un colpo solo allargò i confini della mia conoscenza invitandomi al BTO di Firenze, un evento magico dove apparentemente si parla di turismo, ma in realtà si condividono idee che son declinabili a qualsiasi settore dell’esistenza. O almeno così è stato per me.

Come donna e agente immobiliare “ sempre alla ricerca dell’anima nelle cose, perché senza l’anima, che resterebbe di noi” dove risiede a tuo avviso l’anima delle CASE?
Appena ho iniziato con questo mestiere ho notato che i clienti acquistavano casa quando si innamoravano, di un dettaglio, della vista, di qualcosa che nemmeno loro avrebbero saputo definire, dell’anima quindi! Ma avrebbero dovuto trascorrere molti anni prima di poter impugnare la mia prima macchina fotografica digitale (una epson con una risoluzione ridicola), quel giorno, però, iniziò ufficialmente il mio lavoro di ricercatrice dell’anima nelle case, perché niente più di un’immagine riesce a raccontare una storia, e a volte ai clienti serve un po’ d’aiuto per trovare tutto ciò che conta, che magari è lì davanti ai loro occhi, ma per qualche misterioso motivo rischia di sfuggirgli.

A differenza di molti altri agenti, tu fai un forte uso dei Social. Ciononostante, un po’ per ridere e un po’ sul serio dichiari che “sui social non si va per mica vendere, si va, cioè, per raccontare delle storie”. Quali sono le storie che un agente dovrebbe raccontare o che un cliente vorrebbe sentire/vedere?
Non ci si deve approcciare ai canali social per vendere, perché i social non sono un negozio, ma un luogo in cui si fa conversazione. In pratica l’equivalente web della piazza di paese, e nella piazza ci si va prima di tutto per ascoltare (ce lo dimentichiamo sempre che per comunicare bisogna saper ascoltare), sarà il nostro modo di interagire, le abitudini e i gusti a raccontare di noi.
Il segreto è ricordarsi che i social sono come la vita reale, a chi frega di conoscere il numero di patentino di un agente immobiliare? O di leggere che è un professionista serio? Lo decido io (cliente) se sei serio, e per convincermi dovrai svelarmi qualcosa in più del tuo numero di iscrizione alla camera di commercio.
Quindi la domanda diventa: come descriversi in maniera efficace? Non ho la risposta esatta, quello che so è che non bastano quattro didascaliche informazioni nel “chi siamo” del sito, piuttosto bisognerà imparare ad aggiungere un pezzetto di sé in ogni possibile occasione (conversazione).
Io immagino la comunicazione come un gigantesco puzzle che necessita del giusto tempo per comporsi. Perché i social non sono un film, sono più simili ad una serie televisiva (cito maldestramente Mafe DeBaggis), e il racconto dovrà necessariamente dipanarsi nel tempo, solo così i follower/clienti/fan, potranno capire qualcosa di te, e quindi amarti, o odiarti, beh, mica si può piacere a tutti.

Quali bisogni dei clienti credi non siano raccolti oggi dagli agenti immobiliari?
Gli agenti immobiliari fanno la pesca a strascico, la maggior parte di noi (non mi escludo dal gruppo) non compie un lavoro specifico per intercettare uno specifico cliente.
Semplifico la trafila, si acquisisce un alloggio, poi attacca il cartello in vetrina, quindi foto e descrizioni (lasciamo perdere che foto e che descrizioni) su due o tre portali immobiliari, infine si attende che arrivi un cliente. Sostituisci telefonate con mail o sms, pubblicità sui giornali con pubblicità sul web, e avrai il metodo di lavoro che ha funzionato benissimo per quarant’anni.
Per tanti motivi adesso le cose son cambiate, solo che prendere coscienza dei cambiamenti è doloroso e impegnativo, non solo per gli agenti immobiliari.
Oggi il web ci permette di dare voce alle richieste più particolari, leggi: the long tail, quindi perché non provare a specializzarsi?

Con Annamaria Anelli avete messo su un bel corso “fuori dagli schemi” (e per questo ci piace) per insegnare agli agenti immobiliari a comunicare. Si chiama Presentare per Vendere Casa. Ce ne parlate? Cosa riserverete loro? Perché voi due?LOCANDINA FACEBOOK 2 (1)


Paola: Annamaria un giorno mi ha scritto una mail che mi ha commossa, ci eravamo twittate, ma poteva finire lì, lei invece mi è venuta a cercare e il resto è venuto da sé.

Annamaria: Sì, sembra che abbia fatto stalking… in realtà Paola ha fatto dei bei tweet mentre facevo il mio intervento insieme a Elena Cattaneo al freelance camp e quindi mica poteva finire lì: non è che uno scrive pubblicamente che gli piacciono le cose che dici e poi se ne va. Quindi la mail, poi ci siamo viste e lei mi ha parlato di questo corso che le frullava in testa da un po’… da lì a diventare “socie” il passo è stato breve.

Paola: Una business writer e un’agente immobiliare con il pallino della comunicazione alternativa cosa potevano inventarsi se non un corso fuori dagli schemi?

Annamaria: Ma sì, secondo noi oggi tocca osare un pelino di più per far notare che non stai facendo sempre la stessa cosa esattamente come gli altri: ci sono degli strumenti per migliorare le fotografie e ci sono strumenti per migliorare la comunicazione scritta. Giuro che se vedo un’altra volta “vista mare” o “comoda al centro” urlo…                           [Serenella: Anch’io Annamaria, anch’io…..]

Paola: Vorrei chiarire che agli agenti immobiliari che interverranno non sveleremo la formula magica per risolvere i problemi che affliggono il mercato, piuttosto forniremo loro gli strumenti pratici per modificare un metodo di lavoro che può (deve) essere migliorato. E io ci tengo tantissimo, perché non riesco a pensare a nulla di peggio, soprattutto per un venditore, del non riuscire a trasmettere in maniera efficace il suo messaggio.

Annamaria: E poi ricordiamoci che vendere non è una brutta parola: noi vendiamo, tutti giorni, anche noi stessi e non solo come agenti immobiliari. Facciamo in modo di farci amare, di farci scegliere per un lavoro, di far accettare ai nostri figli che quello che diciamo ha un senso… Insomma, usare le parole giuste è sempre utile, no?

Quale la situazione o richiesta più stravagante che ti è capitato di dover soddisfare?
A luglio una cliente ha telefonato in ufficio, cercava un rustico in Liguria. Io tratto solo Diano Marina, quindi mi pareva una di quelle richieste per cui avrei voluto fingere un’interferenza e buttare giù. Solo per gentilezza ho domandato: scusi, ma cosa cerca esattamente? E lei: guardi non saprei, certamente dovrà essere una casa con l’anima.
Inutile dire che ha comperato da noi.

I tuoi prossimi progetti? A cosa ti stai appassionando ultimamente?
Il corso è un’idea recente e mi sta assorbendo tantissimo. Riuscire a convincere gli agenti immobiliari che per scattare una bella foto ci si impiega lo stesso tempo che per scattarne una orrenda non è molto semplice.
Da qualche anno la fotografia, la scrittura e il web, sono entrati a far parte del mio quotidiano, per questo motivo non è raro che nei miei percorsi panoramici io incontri una persona con cui condividere un progetto (vedi Annamaria), forse solo per pigrizia, ma ultimamente lascio che sia il destino a scegliere per me.
Piuttosto vorrei trovare più tempo per riuscire a leggere. La lettura è il mio mezzo per comprendere e la comprensione mi migliora.

E nel frattempo Paola sta facendo molte altre cose, sempre con il suo tocco ironico. Se ne volete qualche assaggio ecco alcuni dei suoi video:

Attenti a noi due

Più gay-friendly di findus

Storysharing

Felice che esista “una” come Paola (e “una” come Annamaria ;-)) ci riaggiorniamo presto con altre “WEinterviste” a donne speciali

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