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Ricordati chi sei, esci a spaccare legna …e sii la migliore versione di te stesso

Nel mio lavoro incontro quotidianamente persone alle prese con le scelte professionali. Che siano giovani laureati alla ricerca del primo lavoro, o senior con alle spalle un lungo percorso, spesso il mood con il quale arrivano da me è lo scoraggiamento.

Persone che vogliono cambiare, che sanno di volere qualcosa di altro, anche se non sanno definirlo. Che lo sentono in profondità,  ma non hanno gli strumenti per dargli un nome,  gestirlo o almeno zittirlo, visto che resta lì a logorarli verso un obiettivo non definito, e che quindi non si realizza generando ancora maggiore frustrazione.

Ciò che li porta da me è questa piccola fiammella, che giace al loro interno, e che in fondo temono si spenga definitivamente.

Conosco la sensazione, l’ho provata più volte. E’ una sana inquietudine che ti spinge in avanti, a cercare…(anche se non sempre hai chiaro cosa). Che ti può far sentire scomodo, fuori posto dove sei, non completo, non appagato, non al massimo del tuo potenziale.

Per esperienza, si tratta in molti casi di un segnale che ti avverte che non stai apprendendo a sufficienza, che non stai crescendo, che non sei sufficientemente in sfida o, se lo sei, lo sei sugli obiettivi sbagliati, che magari interessano ad altri, ma non te!

Può dipendere dal contesto, dalle persone di cui sei circondato, dal tipo di attività, dall’azienda…ma più in generale dipende da un unico vero fatto: sei tu che devi prendere maggiore coscienza dei tuoi reali bisogni, di cosa di te non viene onorato e rispettato in quanto sta accadendo, di quanto (poco o tanto) coraggio ti serve per fare una scelta altra e metterti in azione, e anche di quanto sei disposto a soffrire ancora…

C’è poi un altro elemento: il lamentarsi. E’ molto più facile che tu cada in un’abitudine terribile che è quella di lamentarti, per poi – tutto sommato – non agire, non prenderla mai quella decisione, non cambiare veramente. Parallelamente al lamentarti ovviamente praticherai tutte le forme possibili di scarico della responsabilità su altri: il governo, il tuo boss, il sistema, il fisco, i tuoi genitori che da bambino ti hanno dato istruzioni di vita sbagliate, quell’insegnante che ti ha minato nell’autostima, etc…..hai opzioni infinite da trovare per lamentarti! Ci puoi passare una vita intera!

Ho cambiato diversi settori e ruoli nel mio percorso professionale e anche a me è capitato di vivere situazioni spiacevoli e di sentirmi dire di tutto e di più. Sono certa che vi sarà capitato di sentirvi rispondere con quel terribile (più per chi lo pronuncia che per te in fondo) “Ma perché lei non si accontenta?” – che sottintende un “non detto” del genere: “perché lei non si mette qui quieto al suo posto invece di chiedere di crescere, cosa che non possiamo/vogliamo fare, e quindi lei ci crea solo un disturbo (prevalentemente di coscienza) nel dover gestire il suo talento che vuole operare….ma poi perché? Suvvia, si accontenti e non rompa le palle!”

O anche quei conoscenti o colleghi che tra un caffè e una brioche ti dicono “ma perché lo fai? tutti quei corsi, non dormi la notte, non ti concedi un w.e. sereno e rilassato da un bel po’, che tanto non serve a nulla, non cambierà la tua situazione lavorativa o economica, serve solo a stancarti….mah, contento te!…si lo so a te piace così non ce la fai proprio a rilassarti e goderti la vita (leggi: questo qui non ce l’ha una vita? Certo che è proprio strano, ma che vorrà raggiungere mai? Sotto sotto mi stressa …ma chi vorrà mai diventare?, in fondo è arrogante!”

Sono certa che ve ne saranno capitate di peggio (e anche a me). Sarete stati pieni di input esterni che avranno teso a scoraggiarvi, a farvi placare, a farvi demordere, a farvi sentire un alieno.

E il tutto è frutto di un fraintendimento di base. Perché ciò che spesso non è chiaro a chi vi osserva, è che non vi state confrontando con loro! Siete in sfida con voi stessi. Vi temono, vi sentono come esseri inquieti, che disturbano, che chissà che vogliono o peggio,  che poi potrebbero fargli le scarpe …mentre invece voi loro neanche li guardate!

La dura verità è questa. Non siete arroganti. Non vi sentite meglio di loro. Siete in allenamento con voi stessi…a diventare la migliore versione di voi.

E quindi l’asticella potete metterla più giù o più su, solo voi!

E la soddisfazione o la frustrazione, dipenderà sempre da voi e dalle scelte che farete. Ciò che dovrebbe interessare l’azienda, semmai, è ben usare questa energia, canalizzarla o aiutarvi a canalizzarla su obiettivi comuni. Sarebbe molto intelligente, raramente accade.

C’è un altro punto di attenzione: a inizio percorso spesso non sai bene cosa stai cercando …quindi le frasi negative, le angherie psicologiche mascherate da consigli, possono attecchire in questa fase, perché sei come un fuscello che sta crescendo, tenero, ancora debole.

Questo il motivo per cui spesso mi sento di consigliare di non divulgare ai 4 venti i vostri programmi, i vostri obiettivi, i vostri impegni: fate e non proclamate. Procedete, andate avanti, chiaritevi strada facendo, ma operate…silenziosi come la lama di un guerriero giapponese. Continuate ad allenarvi…non vi accasciate sulla poltrona sfatti dopo una giornata di lavoro. Uscite nel bosco a tagliare la legna. Allenatevi!

Perchè ambire a diventare la migliore versione di se stessi?

Perchè credo sia l’unico scopo per il quale siamo su questo mondo.

Perchè non farlo sarebbe uno spreco infinito.

Perchè hai solo questa vita per farlo.

Perchè come dice Marco Montemagno in questo video che vi consiglio di vedere e ascoltare, siamo venuti al mondo risultando primi in una gara per arrivare alla meta. Abbiamo già vinto sugli altri, nascendo….e oggi abbiamo la responsabilità di fare della nostra vita qualcosa per cui ne sia valsa la pena. E’ una responsabilità verso noi stessi. E’ una sfida con noi stessi, stavolta!

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Forse non interesserà all’azienda per cui lavori – per la quale sei assolutamente interscambiabile con altri, se costi poco e scocci poco meglio ancora – anche se sinceramente dovrebbe tanto interessargli perché una persona soddisfatta, e che esprime il suo miglior potenziale, porta molto ad un’azienda. Guardiamoci intorno, in tutta sincerità qual è il tasso di “buona energia” che circola nella aziende italiane oggi? Ci sono ambienti realmente tossici. Gente che comincia a essere costretta a fare meditazione e mindfulness e yoga non per scelta di benessere (perchè di fatto funzionano!) ma per sopravvivere ad obiettivi sempre più incalzanti e scollati dalle persone, figuriamoci se queste stesse persone non sposano neanche in profondità quell’obiettivo….scoppieranno, è certo. E’ solo questione di tempo.

Avere persone soddisfatte, e che vogliono crescere, dovrebbe essere una manna per le aziende che davvero vogliono sviluppare il proprio business e restare floride in un mercato del resto così competitivo. Se quindi ti senti rispondere “perché non ti accontenti? o qualcosa di simile, come ad esempio che “la congiuntura astrale tra plutone e saturno ancora non è del tutto allineata e non si riesce a prevedere quando lo sarà”:

primo: spera che al tuo boss facciano fare un corso sulla sofisticata arte di motivare le persone quantomeno – ormai ce ne sono a palettate nel mercato –  perché altrimenti è un gran brutto segnale e con lui tracollerà l’intera azienda entro poco (tu quindi comincia a salvarti)

secondo: prosegui incessantemente nel tuo cammino di crescita personale e professionale. Tanto per la pensione c’è tempo (tra poco il lemma sparirà proprio dal vocabolario),  e quindi ti consiglio di fare ciò che mi ha detto un mio caro amico con una frase illuminante “faccio come i cammelli, bevo più acqua di quanta me ne servirebbe, la metto nelle gobbe e poi quando c’è siccità ho le mie riserve per bere“.

Potrà crollare l’azienda in cui sei, ma tu avrai risorse personali da giocarti! E’ finita l’epoca in cui affidavi ciecamente il tuo destino nelle mani di un’organizzazione.

Ma devi essere pronto per questo spostamento di paradigma.

Se pur sapendolo oggi continui ad accasciarti sul divano, allora non ti lamentare proprio, perché la responsabilità è tutta tua! Se lo hai fatto per lungo tempo, ma ora ti sei accorto che là fuori qualcosa è cambiato, anche se non ti ha ancora toccato personalmente, bhè, vai subito fuori e comincia a spaccare legna…allenati!

Inoltre onora te stesso.

Fai questo esercizio.

E’ purtroppo sempre più facile fare le cose per gli altri che farle per se stessi.

Allora prendi una tua foto, una di quelle in cui sei bambino, puro potenziale in divenire, in cui hai tutte le carte in regola per essere ciò che vuoi essere, prima che input esterni ti abituino a NON fare, NON dire, NON essere ciò per cui sei arrivato qui su questo pianeta.

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Prendi la tua foto, e guardala molto attentamente e con amore, per un pò. Prometti a quel fanciullino o fanciullina di onorarlo e di rispettare il suo essere, i suoi bisogni, i suoi sogni…mettitela nell’agenda, guardala ogni volta che ti senti demoralizzato, che non riesci a passare il guado, che stai lì con la tentazione di accasciarti sul divano…e invece esci a spaccare legna!

Per te!


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4 thoughts on “Ricordati chi sei, esci a spaccare legna …e sii la migliore versione di te stesso

  1. Carissima Serenella, non sai quanto mi risuona dentro questo tuo ultimo articolo..e la sua conclusione poi, mi ha emozionata quasi alla lacrimuccia..

    ..io sono nella situazione da te descritta, obiettivi, voglia (e necessità) di riscattarmi, ma ZERO AZIONE, solo buttarmi sul divano ogni sera sempre più demoralizzata, sentendomi incapace e quasi.. inutile.

    Proverò a farmi forza e.. uscire a spaccare la legna.. sperando che finalmente diventi una buona abitudine alternativa all’accasciarmi.

    Molto interessanti e pieni di spunti i tuoi articoli, grazie.

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  2. Cara Katia, molti dei progressi che facciamo sono infinitesimali…siamo perennemente in cambiamento ma spesso non ce ne rendiamo conto. Ci sembra che tutto resti perfettamente immobile, stagnante oppure ci diamo degli obiettivi così ampi e così lontani che ci sembrano irraggiungibili. O peggio ancora, speriamo di vedere un cambiamento rapido mentre invece il cambiamento è spesso fatto di piccoli passi costanti messi uno dietro all’altro e pian piano se ci guardiamo indietro di qualche mese o di un anno possiamo notare quante cose sono in realtà cambiate, quantomeno in termini di consapevolezze. Prova a rivedere i tuoi obiettivi e tarali per capire in quanto tempo e come possono essere raggiungibili, datti delle priorità e esci fuori a spaccare il primo tocchetto di legna! 😉 Coraggio katia siamo tutti in cammino!

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  3. Ciao. Arrivo solo ora a leggere questo post (e a scoprire il tuo sito) e mi sembra di aver trovato una boccata d’aria fresca! E’ come se tu avessi messo in fila uno per uno con concretezza pensieri vaghi che mi giravano nella testa e che rimanevano nebulosi. Devo ancora digerire bene quello che hai scritto ( e non solo in questo post ma anche in altri che ho letto tutti di fila questa mattina), ma è come se tu avessi toccato alcune corde dentro di me per smuovermi dal “pantano” nel quale mi sono infilata. Soprattutto mi hai colpita quando dici di non divulgare i nostri programmi/obiettivi: ho sempre letto invece di fare l’satto contrario, che se voglio davvero che si realizzino devo impegnarmi “pubblicamente”. Ma ogni volta, se non li ottenevo nei modi o nei tempi che probabilmente gli altri si aspettavano e che finivano per diventare anche i miei, finivo per essere depressa e demoralizzata. Invece sto capendo che la realizzazione di quegli obiettivi serve a me, non agli altri, serve a me per stare bene e ne dovrei rendere conto solo a me stessa, se non faccio del male agli altri. Quindi grazie per aver espresso questo pensiero, mi si è accesa una lampadina e ho visualizzato un pezzetto di strada da percorrere che prima mi era sconosciuta. Spero, ora che ti ho scoperta, che scriverai ancora altri post visto che vedo che è da un po’ che non lo fai. Grazie ancora e buon lavoro.
    Manuela

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    • Cara Manuela, grazie per la tua testimonianza. Mi fa molto piacere ti abbia smosso qualcosa, si siano accese lampadine…;-) Questo in effetti voleva essere l’intento. A breve troverai altri post. Se vuoi seguirmi di più, tutti i giorni pubblico sulla pagina Facebook. Un abbraccio e buona vita.

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