Personal Branding

Sii un’onda anomala per i tuoi clienti

Quando entro nei negozi di giochi per bambini resto sempre sconcertata, lo ammetto.
Ciò che era vero per la mia generazione non è minimamente cambiato, anzi, è stato amplificato a dismisura.
Scaffali interi per le “femmine”, con scatole “ovviamente” rosa contenenti ogni possibile arnese in miniatura per la cura della casa e dei bambini (ferri da stiro, spazzole e phon, piccole cucine, culle e biberon…), e poi gli scaffali per i “maschi” con trapani, trattori, robot, etc.

Mi risale alla memoria un ricordo delle scuole elementari.

Figlia degli anni ’70, il sabato venivamo fatti dedicare a lavori manuali, con un nettissimo schieramento in due della classe, creato dalle insegnanti: da un lato le bimbe e dall’altro i bimbi. L’attività riservata alle bimbe erano i pon-pon…ricordo ancora i fili di lana colorata e la tecnica, potrei rifarne a centinaia anche a distanza di 40 anni. Noi tutte, intorno alla maestra, come si sta attorno a un focolare, fronteggiavamo i nostri compagni, che invece lavoravano insieme, a gruppetti di due nei banchi, alle prese con mini circuiti da costruire su tavolette di legno oppure piccole case da tirare su con tanto di seghetto, vinavil, etc.

Ricordo ancora la sensazione nella pancia, e il mio dialogo interno di bimba “uffa, ma io vorrei stare anche di là, a costruire cose, a capire come funzionano, a veder se reggono, e comunque a lavorare insieme a un compagno o una compagna qualche volta, e non solo sempre qui, seduta-ferma a badare al mio, e a fare migliaia di pon-pon belli e colorati ma tutti uguali. Quantomeno vorrei sperimentare un pò l’uno e un pò l’altro.”

Per un periodo arrivò una supplente, che amava disquisire di politica o di fatti di attualità, molto interessante, solo che selezionava la “giusta” audience dal suo punto di vista: chiamava attorno alla cattedra solo i compagni maschi e a chi cercava di coinvolgere anche noi “femmine” o a chi di noi provava a inserirsi, rispediva al mittente con frasi del tipo “lasciale stare lì le ragazze che sono tutte oche”. Lo ammetto, io seppur mite di natura e timida, a questa frase e comportamento impropri usati da un’insegnante, mi ribellai verbalmente, e si sollevò un caso. La supplente dopo qualche giorno sparì dalla scuola, io comunque venni punita per aver osato rispondere all’autorità, e il prezzo da pagare fu l’isolamento per un mese in un banco da sola e in fondo alla classe.
Per nulla avvilita da questo provvedimento, in cui riconobbi la necessità del contesto di  restituirmi un apprendimento, e restando intimamente convinta della necessità di portare alla luce una dinamica disfunzionale anche rischiando, appresi a coltivare un’osservazione più panoramica.
Dal fondo della classe si vedevano ancora meglio le dinamiche e i comportamenti dei professori e dei compagni. Mi si aprì un mondo di maggiore consapevolezza e di attenzione alle relazioni, alle parole che si usano, ai danni che si possono fare o al potenziale che si può far sbocciare.

Ho riesumato questi frammenti di memoria per introdurre una riflessione sui tempi moderni, sul marketing e sulla targetizzazione imperante cui stiamo finendo dentro, tutti.
Mi occupo di Personal Branding e uno dei lavori che ci si trova a fare con chiunque voglia comunicare online è quello di guidarlo a individuare bene il proprio target, la propria nicchia di mercato. Si va in cerca di etichette, haimé, che racchiudano una categoria e la definiscano bene, in modo da poter dialogare con le persone che vi rientrano, nel modo più efficace.

Il tutto, è molto funzionale…ma, sarà il mio specifico modo di approcciare tutto ciò che categorizza e irrigidisce dentro schemi gli esseri umani, credo occorra prestare molta attenzione. Soprattutto se per mestiere siamo coach, formatori, counsellor, psicologi, operatori olistici etc.
Queste categorie di mestieri  lavorano sull’umano. Sullo sviluppo delle sue potenzialità, su una serie di elementi che sbocciano man mano e che non sono definibili a priori. E’ proprio questo il bello di tali professioni.
Ecco, in tal caso, credo sia pericoloso per chi si occupa di coaching entrare nel giochino di marketing ormai consueto di definire, secondo categorie così blindate e soprattutto scontate!

Certi temi, come lo sviluppo professionale, sono trasversali e mi fa cadere le braccia il vedere che certi corsi in cui sono presenti più relatori, e a cui il pubblico può partecipare indistintamente, vengano spacchettati proponendo agli uomini di seguire alcuni interventi per ottenere successo e diventare più competenti, e alle donne tutt’altri perchè le aiuteranno a sentirsi finalmente soddisfatte e ad alzare la propria autostima.
Non sentite anche voi il recinto, il peso, la strettoia, l’annichilimento che reca con sé questo operare?

Ci sarà di certo chi cerca proprio una categoria entro cui identificarsi, ma esistono anche molte, moltissime altre sfumature e combinazioni.

Noi esseri umani siamo per nostra fortuna complessi, ricchi, sfaccettati.
Qui stiamo parlando di astrarre un minimo la vostra osservazione e aprire tutti i sensi per sentire la distonia e la violenza latente in queste categorizzazioni e iper-semplificazioni che non sono tanto diversi dalle bambole nelle scatole rosa e dai trattori sugli scaffali del negozio cui vieni allenato fin da subito! Ed è proprio questo precoce allenamento che potrebbe non fartene accorgere.
In un mondo in cui anche chi ti dovrebbe supportare nello sviluppo, in realtà ti impacchetta e blinda dentro specifici percorsi, che tipo di sviluppo pensi di poter avere?
Il cambiamento, che credo sia il motivo per cui ti avvicini e partecipi a certi percorsi, risiede proprio nello spostarsi dalle zone di confort, nell’uscire dai soliti recinti, o …se mai li hai sentiti tuoi, a maggior ragione, non fartici incastrare forzatamente da chi lavora proprio per sdoganarli. Non ti viene l’orticaria?

Io auspico un’evoluzione di questo momento di sbornia in cui se vuoi occuparti di web marketing hai due chances: club privée per sole donne all’interno di siti con colori pastello e thè delle cinque annesso, o convention avventurose con sport estremi e tanto focus su numeri, guadagni, risultati tecnici.

Il mondo è pieno di esseri felici di abitare entro un recinto dato, ma è anche pieno di esseri umani che surfano su onde diverse alla ricerca di quanto gli serve, desiderano.
Sii un’onda anomala per i tuoi clienti.
Anche per questo ti riconosceranno subito.
Non tutti certo… saranno di meno, ma saranno pronti a sfrecciare verso il proprio autentico sviluppo che tu, a priori, non puoi né prevedere, né catalogare.

Resta aperto al cambiamento, tuo e loro.

Diventa più sofisticato, allena il tuo sentire e porta a un livello superiore le tue competenze, mantieniti sempre connesso con l’autenticità delle persone, superando i packaging più grossolani e predigeriti.

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