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L’orologio della Vita

Qualche mese fa, in una delle mie scorribande in libreria, sono stata attratta da un titolo: “DIPENDE DA TE – Come fare le scelte giuste e costruirti una vita felice”, uscito nel 2012 e divenuto un Best seller con oltre 2 milioni di copie vendute. L’autore del libro è Rando Kim, il guru che ha conquistato il cuore dei giovani orientali.

Devo dire la verità, del titolo mi ha attratto solo la prima parte: DIPENDE DA TE.

DIPENDE DA TE è un titolo sincero. Duro, ma sincero.

La seconda parte, invece, mi creava qualche resistenza con quel COME che ammiccava troppo. Mi ricordava troppo altre “false promesse”, soluzioni facili, formule sperimentate e pronte all’uso con garanzia di successo. E visto che raramente ciò che ha funzionato per altri funzionerà per te…

Gli elenchi puntati, gli schemi e le formule pre-confezionate sono utili e offrono soluzioni, ma non ispirano! Oggi, invece, trovo ci sia fortissimo bisogno di ispirazione, di visione, di respiro ampio, non di cose già digerite e semplificate! Insomma non è più tempo di omogeneizzati che vanno giù lisci lisci, senza bisogno di saper masticare – perché siamo chiamati a masticare molto, e pure a reimparare a digerire – e quel DIPENDE DA TE mi riportava esattamente a questo concetto di responsabilità personale di cui c’è, a mio avviso, tanta necessità.

Per fortuna quindi quel DIPENDE DA TE c’era, e veniva per primo. Così, visto che lavoro molto con i giovani laureati, e il libro a loro era diretto, ho seguito l’istinto d’acquisto, con la curiosità di capire cosa questo professore universitario di Seul professasse ai propri studenti, attraverso quali metafore ed esempi li guidasse, ispirandoli.

Ciò che ho trovato, è stato un discorso a “cuore aperto”, senza remore nell’entrare sul piano personale con una certa sincerità. Insomma, non i soliti consigli di chi è arrivato e ci racconta i massimi sistemi dall’alto della sua esperienza, ma un discorso one-to-one, quasi intimista, di chi non si è dimenticato di aver vissuto le stesse difficoltà dei propri interlocutori.

Una piena identificazione è difficile per i lettori europei, perchè alcuni elementi descritti non trovano riscontro da noi. Ma il valore del libro a mio avviso sta nella voglia di Rando Kim di potenziare, ispirare, preservare – anche con tenerezza a tratti – quell’energia fresca e vitale di un’intera generazione in difficoltà. Ma non solo, perché molto di quanto scritto è utilissimo e vero anche per chi ha una maggiore esperienza ed età!

In particolare mi riferisco a quanto può trovarsi nel capitolo intitolato “L’orologio della Vita”. Questo capitolo parla di frustrazione. Quella dei molti giovani i quali, laureati con qualche ritardo rispetto alla media o seppur laureati nei tempi, non trovando comunque modo di dare concretezza ai propri progetti, vivono con ansia lo scorrere del tempo. Questa difficile relazione con il tempo è tipica anche di chi già lavora ma si trova a rivedere i suoi piani, a riconvertirsi, a re-iniziare. Siamo sempre in balia di due forze: quella che ci porta a guardare indietro verso il passato e quella che ci spinge ad affrettarci e proiettarci verso il futuro. Raramente riusciamo a vivere in pienezza il presente, che poi è l’unico tempo che davvero abbiamo a disposizione.

Rando Kim ci invita allora a porci una domanda che definisce assurda:

Quanta vita pensi di esserti lasciato alle spalle?

e ad immaginare che la nostra vita – dalla nascita alla morte – duri 24 ore.

La successiva domanda è:

Secondo te, che ora segnano le lancette del tuo orologio?

Considerando un’aspettativa media di vita di 80 anni, un 24enne laureato si troverebbe alle ore 07.12 del mattino. Ovvero “il momento in cui la gente si è appena alzata dal letto e si sta preparando ad affrontare la giornata”. Per un sessantenne, (Kim aggiunge anche “appena andato in pensione”, ma visto che lui parla della Corea del Sud noi dovremmo un attimo rivedere questo concetto 😉 ) sono le ore 18.00. E’ “il momento della giornata in cui la gente di solito riordina le proprie cose, esce dall’ufficio e torna a casa per godersi le ore serali insieme alla famiglia. E’ incredibile vero?

Per calcolare l’orario sull’orologio della vita: in 24 ore ci sono 1440 minuti; dividendo i minuti per ottanta (l’aspettativa di vita) si ottiene 18 minuti per anno. Se ogni anno corrisponde a 18 minuti potete rapidamente moltiplicarlo per la vostra età e stabilire la vostra posizione esatta sull’orologio della vita.

In questo momento io mi troverei in piena insolazione da mezzogiorno.

Secondo quanto afferma Rando Kim, la maggior parte della gente resta sconvolta quando calcola la sua posizione sull’orologio della vita. In genere la sensazione che abbiamo è quella di essere più avanti! (vero!) Mentre abbiamo ancora molta strada da fare! 😉

Questa presa di consapevolezza ritengo sia interessante per coloro che ancora giovanissimi si scoraggiano, accontentano, e anche per quanti, in piena maturità professionale, credono sia ormai troppo tardi: per cambiare, per ricominciare, per investire, per formarsi.

Se ti viene voglia di alzare le mani e dire: Ormai è troppo tardi per me! ” – scrive Rando Kim – “ vuol dire che hai un problema, e quel problema non è il tempo che passa, ma sei tu ”.

Torniamo al concetto di responsabilità. Torniamo al DIPENDE DA TE.

Per ribadire il concetto, vi inserisco qui sotto questa info-grafica che ben ci mostra come alcuni dei piu’ grandi imperi economici siano stati creati di fatto da signori con età professionali considerate “avanzate”.

nevertoolate

Quando l’ho vista, non ho potuto fare a meno di ripensare a questo capitolo sull’orologio della vita.

Chiunque ti dica che è troppo tardi: ignoralo! Ma soprattutto bada bene a non dirlo a te stesso!

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