coaching

Hai smarrito “il senso” nel tuo lavoro? I panni stesi ad asciugare (e le mollette) ti possono aiutare.

Mi sono sempre piaciuti i panni stesi. Li vedi lì, a testa in giù, a testa in sù, presi per le maniche, per i piedi, di lato, accavallati perché le mollette sono poche…ma rigorosamente esposti al sole, alla luce, in bella vista.

Ecco, io quei panni li ho sempre trovati parlanti.
Soprattutto se sono quelli di più membri di una famiglia. Ti sembra quasi di poterci leggere una storia, o di potertela immaginare.

Anche le aziende sono famiglie. In alcuni casi patologiche, malsane, in altri casi dei luoghi di gran soddisfazione.
E finisci per starci (spesso anche felicemente) agganciato a quel filo, insieme agli altri, con la tua maglietta o i tuoi jeans. A volte ci devi stare agganciato per le mutande…dipende.
Fatto sta che sei lì, esposto.

Chi ti osserva, spesso riesce a vedere meglio di te il modo in cui stai lì, attaccato, appeso, orgogliosamente svolazzante, colorato, sbiadito.
Hai mai pensato quali sono le mollette che in questo momento ti stanno attaccando a quel filo?
Quali sono almeno 2 aspetti che fanno si che tu sia lì e non altrove?
Possono essere aspetti negativi ma ti prego, concentrati anche su quelli positivi.

🔔Ti racconto un aneddoto.🔔
In una azienda in cui sono stata alcuni anni fa, il mio lavoro dopo un po’ era davvero diventato ripetitivo, possibilità di crescita non ce ne erano più, e mi sentivo svuotata.
Un certo giorno ho riflettuto sulle “mollette” per le quali aveva ancora senso che io stessi lì. E le ho trovate. Erano le persone a cui avevo accesso, e con cui potevo entrare in dialogo grazie al mio lavoro.
Le mie mollette erano l’immensa opportunità di contribuire, o influenzare le vite di alcuni.
Non c’erano altri motivi rimasti che non questi, e il mio lavoro era fatto di più parti, alcune molto più noiose.

L’aver focalizzato quelle specifiche mollette, che corrispondevano a un aspetto per me importante in termini di valori e mission (sono un Coach), non è stato da poco, e mi ha permesso di restare ancora un bel po’ mentre costruivo le future opzioni della mia vita.

Da quel momento ho smesso di lamentarmi per tutto il resto, e mi sono sentita fortunata per quelle due mollette che avevo rintracciato, e che erano le ragioni per cui, nonostante tutto, per me aveva ancora senso stare appesa a quel filo.
Non mi sentivo più vittima, ma co-responsabile di quanto ero lì a fare.

Lo stare lì aveva per me un senso. E mi sono concentrata su quello.

Ti lascio alcune domande di coaching per riflettere:

🌻🌻 🌻🌻 🌻🌻 🌻🌻 🌻🌻 🌻🌻 🌻🌻
Che indumento saresti, se oggi ti guardassi appeso al filo?
Come appariresti?
Quali sono le tue mollette? Cosa significano?

 

Se vorrai lasciare le tue riflessioni qui sotto nei commenti avrò estremo piacere di poter dialogare con te! 😉

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