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Verso un Nuovo Lavoro: Breve Guida per Sopravvivere

Un nuovo lavoro non si cerca.

Cercare nel mercato qualcosa di adatto a noi è un atto proiettato all’esterno, significa dare potere all’esterno, cercare una soluzione fuori di noi.

Le soluzioni che provengono dall’esterno sono numericamente limitate, decise da altri, secondo i bisogni di altri, e non necessariamente andranno bene per te.

Non a caso, la gran parte delle offerte di lavoro, raramente ci rispecchiano e fatichiamo spesso a trovarne di “giuste” per noi. Manca sempre quello o quell’altro requisito. Con il rischio di sentirci spesso inadeguati.

Un nuovo lavorosi crea.

Creare è un atto interno (che poi si proietta all’esterno), è cercare dentro di sé le condizioni da realizzare.

Con queste parole non voglio dire che devi per forza diventare imprenditore o libero professionista.

Puoi benissimo “creare” le condizioni affinché un’azienda ti assuma, oppure puoi “creare” la professionalità che per loro sarà interessante, e ti farà assumere. Ma il processo parte da noi per poi poter essere letto, scelto dall’esterno. Siamo noi che influenziamo l’esterno. Siamo noi che scegliamo le realtà più in linea con chi siamo per offrire il nostro valore.

La creazione richiede molte capacità.

Oggi vorrei concentrarmi su alcune che ritengo particolarmente importanti al nostro scopo:

#1. Hai bisogno di avere una VISIONE, un’idea di te da realizzare.

Se non hai una visione, crea dentro di te la sensazione, l’emozione di come vorresti sentirti.Se non rintracci alcuna sensazione, crea dentro di te un suono. Se non rintracci alcun suono, crea un odore…e via dicendo.

Parti dall’elemento che più facilmente puoi creare o ri-creare partendo da te.

Se proprio non riesci a creare nulla di nuovo, parti dall’individuare ciò che non vuoi più (per poter comprendere – per differenza – cosa vuoi).

#2. Hai bisogno di PERSEVERANZA (e pazienza) per creare e mettere assieme tutti i tasselli che ti condurranno alla tua visione. Hai bisogno di perseveranza anche nel crederci, per tenere la barra dritta verso la tua visione e poterci arrivare, nel tempo.

#3. Hai bisogno di AMARE quella visione di te futura, e prima ancora hai bisogno di amare la visione di te oggi.

Ma, soprattutto, hai bisogno di riconoscere amore alla visione di te di ieri, perché è quella che ti ha portato dove sei oggi – ad avere la consapevolezza che hai oggi – e tutto questo ti consente di poterci lavorare ancora.

Tu oggi sei il frutto dei tuoi pensieri passati, anzi delle tue credenze e le credenze sono fondamentali. Quello che sarai domani, sarà il frutto delle tue credenze di oggi. Ogni secondo è prezioso per creare il tuo futuro.

Il presente è il tuo laboratorio creativo.

Creare un nuovo lavoro, creare una nuova vita professionale, creare una nuova visione e versione di sé, è un lavoro. Un “certo” tipo di lavoro. È lavoro di trasformazione, e le trasformazioni non avvengono dall’oggi al domani. E sopratutto, se non ti ami, non ti dedicherai le risorse necessarie per riuscirci.
Per questo non basta cercare annunci e occasioni.

Guardare all’esterno, basarsi sugli annunci di lavoro che escono e vengono pubblicizzati è come considerare la punta di un iceberg.

La punta di un iceberg è un 5% della grandezza di un iceberg. Vedi solo quella parte, ma sotto c’è il 95%.

É dentro a quel 95% che si nascondono molte opportunità per te. Solo che non ti sono visibili. Ci sono, sono lì per te, ma devi collegarti a loro. Devi andarle a scovare. Le devi “illuminare”. Le devi voler vedere. Devi creare premesse affinché tu riesca a raggiungerle. O affinché loro raggiungano te.

Voglio che tu continui ancora a considerare l’immagine dell’iceberg ma per riflettere su un altro concetto. Considera il 5% emerso dell’iceberg anche come ciò che tu dici a te stesso di volere.

Nel frattempo, il 95% di te cosa sta dicendo?

  • Cosa crede?
  • Che ce la farai?
  • Che è impossibile?
  • Che non è banale e non hai energie per riuscirci?
  • Che ti manca quella o quell’altra risorsa (soldi, partners, tempo, etc)?
  • Che sei solo per un’idea così grande? Che ci metterai troppo tempo?

Ebbene, se ti concentri sulle risorse che ti mancano, è come se tu stessi dando le spalle al tuo obiettivo, come se tu fossi ricurvo su te stesso, chino a lamentare la carenza di questo o quell’ingrediente, invece di guardare avanti, ben in faccia quel sole.

Quella stella, quella luce che è il tuo obiettivo che è là, già là ad attenderti, ti sorride, illumina il tuo cammino con la sua luce, e aspetta solo che tu faccia il primo passo verso di lui.

La tua stella è lì anche se ora hai una nuvola che ci sta passando davanti che non te la fa vedere.

Il lavoro che puoi fare oggi è comunque quello di spostare la tua prospettiva, provare a sciogliere quella nuvola che ti offusca la visuale.

Fare questo lavoro è già agire. É già lavorare per l’obiettivo, per la tua visione di futuro.

Ricorda: per creare il futuro devi lavorare sull’oggi. Sul presente. Con ciò che c’è oggi. Accogli quello che c’è oggi. E lavora con quanto hai.

E anche se hai una nuvola davanti, se non vedi nulla, se non capisci in quale direzione andare, questo è il tuo qui e ora.

Con questo hai a che fare.

Con questo puoi e devi lavorare.

Con nient’altro.

Se ti ostini a voler vedere cose che al momento non vedi, non stai di fatto lavorando su nulla. Ti stai proiettando troppo avanti con la mente, ma di fatto stai fermo e ricurvo a lamentarti del fatto che quella nuvola che non ti permette di vedere nulla.

Impegna il tuo tempo su ciò che hai oggi. Onoralo, sii grato, e se ti serve, trasformalo.

Se oggi c’è una nuvola, è della nuvola che devi occuparti. Facendolo, stai già lavorando sul tuo futuro (perché la nuvola è tra te e il tuo obiettivo. Entrare dentro la nuvola per poi oltrepassarla è il tuo primo passo).

Se oggi c’è qualcosa che non vuoi, è da questo che puoi partire.

Concentrati nel definire meglio quel qualcosa che non vuoi, osservalo, entraci dentro, assaggialo, toccalo, e con molta probabilità sarai già fuori dall’altra parte della nuvola e prenderà forma piano piano davanti a te ciò che vuoi.

Le transizioni in genere, e anche quelle professionali, sono – come dice la stessa parola – transizioni, momenti di transito, di spostamento, di passaggio, di instabilità (tra due fasi di equilibrio), di cammino…è camminando che spesso ci si chiariscono le idee.

Sai che ci sono dei coach che ti portano a passeggiare mentre ti fanno coaching? Ti tengono in movimento, e passo passo, ti traghettano fuori dallo stallo.

Mente e corpo si mettono in movimento, verso il tuo obiettivo.

Le transizioni professionali sono dei preziosissimi momenti di trasformazione.

E siamo chiamati tutti a rivedere i nostri piani ogni tot. anni. É necessario. É vitale.

Noi cambiamo, perché mai non dovrebbero cambiare i nostri obiettivi, la visione di noi stessi?

Perché vivere come un dramma epocale ciò che è invece un naturale ciclo di trasformazione?

Ciò che avevi deciso per te a 20 anni a un certo punto, naturalmente, potrebbe non essere più giusto per il te che sei diventato a 30, 35, 45, 60…

Siamo chiamati a trasformarci. E che bello!

È la cosa più naturale che accade, ogni nanosecondo dentro di noi, nella natura, nel nostro pianeta.

Immaginati come un piccolo alchimista.

Se prendi degli elementi chimici e vuoi scioglierli per trasformarli e riaggregarli in una nuova forma, in un diverso composto, che fai? Devi cambiare qualcosa.

Può essere una diversa quantità degli stessi elementi, un diverso ordine degli elementi, o una sostituzione di qualcosa per metterci dell’altro. Puoi buttare tutto.

Molto più frequentemente ti basterà cambiare qualcosa, sostituire, fare dei piccoli cambiamenti.

Allora oggi, ricorda che il laboratorio per fare tutte le tue trasformazioni può essere solo il tuo. Non cercare all’esterno ciò che hai già a disposizione dentro di te.

E rifletti…

Da cosa puoi partire per trasformare quella forma cristallizzata in una specifica professione, in un’altra, nuova, più rispondente al te che sei oggi, e al te che vuoi essere in un prossimo futuro?
Da quali elementi puoi partire oggi per fare dei piccoli spostamenti?
Cosa di nuovo, che non è presente oggi nella tua vita, vuoi aggiungere?
Cosa di ciò che è già presente, vuoi invece completamente sbarazzarti?
Cosa ti piace ancora e vuoi assolutamente conservare anche nella nuova forma?
Buona transizione. ❤

📌 Se senti il bisogno di rifare il punto della tua carriera, unire i puntini della tua storia professionale e dare un nuovo senso avvicinandoti maggiormente alla vita che vuoi forse alcune sessioni di coaching mirato possono aiutarti.

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One thought on “6 credenze limitanti che NON ti permettono di scrivere un curriculum efficace”

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