coaching/Personal Branding

Decluttering di Carriera: una scelta sana e strategica

Spesso nella nostra attività professionale siamo chiamati a indossare tanti abiti diversi. E’ normale, ci è richiesto, ci aiuta a navigare tra le intemperie. Per chi è #coach come me, faccio molta facilità a citarne “solo” alcuni: coach, formatore, speaker, docente, mentore, consulente, commerciale, marketer. Ma ogni mestiere ha i suoi. E per quanto ci siano chiari i dettagli dei vari ruoli, li riteniamo importanti e siamo in grado di mettere e togliere i vari cappelli, ciò non toglie che questo ci procuri senso di oppressione, stanchezza, bisogno di fermarsi per sentirsi integri e allineati.

Sfido chiunque a non aver vissuto momenti in cui la sensazione è stata proprio quella di aver saturato, sebbene per le migliori ragioni.

Uno dei segreti che insegna chi si occupa di consulenza di immagine, è quello di guardare dentro al tuo armadio, tirare fuori tutto quello che hai (spesso troppo), tenere solo quello che davvero ti sta bene e ti rispecchia oggi, che è davvero di qualità, ed eliminare il resto integrando progressivamente con pochi capi, solo quelli che sono allineati con la tua direzione, con chi sei e vuoi comunicare.

Nella #carriera è la stessa cosa. Per anni corriamo, impariamo, accumuliamo, poi a un certo punto finiamo come i giocolieri con il rischio di confonderci, perderci, sentirci schiacciati e mandare anche all’esterno dei messaggi contrastanti.

Per non parlare del #PersonalBranding, a un certo punto hai bisogno di decidere cosa, di tutto ciò che hai costruito e sai fare, vuoi tenere, cosa terrà il passo con i tempi presenti e futuri (e sì perchè già oggi alcune cose di cui ti occupi potrebbero essere in fase calante o scricchiolare rumorosamente), a chi davvero vuoi parlare, e cosa è meglio che elimini.

Difficilissimo da fare, ma essenziale.

E’ una delle tante declinazioni dell’arte del “lasciare andare”. Coinvolge le tue emozioni, quelle più profonde, ed è per questo che potresti comprenderne l’importanza e la ragionevolezza nel farlo, ma opporre comunque molta resistenza, giustificandoti con frasi del tipo “devo pur sopravvivere”, o “il mercato ce lo impone”, “non posso mica permettermi di scegliere”.

Quindi oggi ti faccio una domanda scomoda ma importante: se fossi costretto a farlo,sapendo di poter tenere solo un “abito”, quale sceglieresti? Come vestiresti la stampella che vedi in questo articolo?

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